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L'attacco di panico e l'EMDR



L’EMDR (eyes movement desensitation and reprocessing) è un approccio terapeutico incentrato sulla persona che permette di facilitare il meccanismo di auto-guarigione, stimolando un sistema innato di elaborazione di informazioni nel cervello. 
E’ un metodo terapeutico a base fisiologica, che aiuta le persone a sentire il ricordo di esperienze traumatiche in modo nuovo e meno disturbante.
L'esperienza traumatica dell'attacco di panico è talmente vivida e presente nella mente della persona che la stessa paura sperimentata nel primo attacco di panico si ripresenta in situazione analoghe,  attivando un continuo stato di allarme.

Un attacco di panico si può definire come un periodo preciso di intensa paura o disagio, che si sviluppa improvvisamente ed è accompagnato da almeno 4 dei seguenti sintomi: disturbi respiratori, vertigini, palpitazioni, tremori, sudorazione, sensazione di asfissia, nausea, dolori addominali, depersonalizzazione, torpore, parestesie, vampate di calore, brividi, dolore al petto, paura di morire, paura di impazzire o di perdere il controllo.

Durante una seduta EMDR il terapeuta lavora con il paziente per l’identificazione del problema specifico oggetto della terapia e utilizzando un approccio strutturato guida la persona nella descrizione dell’evento o dell’aspetto disfunzionale, aiutandolo a scegliere gli elementi disturbanti importanti.



LE FOBIE



La fobia è un disturbo d’ansia ed è definita come la paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici”.
Colui che soffre di fobia specifica reagisce allo stimolo fobico con una risposta ansiosa.


Tale risposta ansiosa può prendere, a volte, la forma di un attacco di panico con tutte le caratteristiche che tale disturbo comporta. Nella maggior parte dei casi l’oggetto fobico (situazione ansiogena) viene sistematicamente evitato e quando ciò non è possibile, viene vissuto con intensa ansia e disagio. L’evitamento attivo, l’ansia anticipatoria ed il disagio relativo alla situazione fobica, interferiscono significativamente nella normale vita dell’individuo ed ostacolano il funzionamento lavorativo o scolastico oppure le attività o le relazioni sociali.
Esistono differenti tipi di fobia:
- la fobia degli animali. Quando la paura è provocata da animali o insetti; in genere l’esordio si fa risalire all’infanzia.
- la fobia relativa ad elementi dell’ambiente naturale. Quando la paura è attivata da fenomeni come temporali, altezze, acqua. Anche questo disturbo ha il suo esordio nell’infanzia.
- la fobia legata a specifiche situazioni che comportano per il soggetto l’aver a che fare con tunnel, ponti, ascensori, volare, guidare oppure luoghi chiusi.
La persona con fobia specifica teme solo secondariamente la situazione o l’oggetto fobico, mentre la paura principale sembra essere relativa all’attacco d’ansia o di panico che potrebbe giungere in quella situazione; la paura di perdere il controllo di sé e delle proprie reazioni è riconducibile alla paura della perdita in generale, probabilmente legata a situazioni traumatiche infantili.

L'ansia anticipatoria


L’ansia anticipatoria è un disturbo tipico degli attacchi di panico, ed è causato proprio dal continuo stato di tensione che accompagna la persona nel timore della prossima crisi. L’ ansia anticipatoria è  una sorta di “panico del panico” in cui il soggetto finisce col vivere in una situazione di perenne ansia proprio per il timore di quando arriverà il prossimo attacco di panico.

Le cause dell’ansia anticipatoria

La causa principale dell’ansia anticipatoria sono gli attacchi di panico, in particolare può avvenire che la persona, in date situazioni (cioè quelle che più probabilmente potrebbero causargli un attacco di panico) inizi ad avvertire questo stato di ansia sempre più forte che è appunto “anticipatoria” non tanto dell’attacco di panico in se, quanto del rischio (della paura) che quella persona avverte che proprio in quella situazione possa originarsi il prossimo attacco di panico.

Ansia anticipatoria: i sintomi più comuni

I sintomi con cui si manifesta l’ ansia anticipatoria sono quelli classici di qualunque stato d’ansia; ovviamente il modo in cui ogni persona manifesta l’ansia è personale e soggettivo, tuttavia alcuni sintomi sono particolarmente comuni, come ad esempio la fame d’aria e la sensazione di soffocamento che tipicamente accompagnano gli stati d’ansia.

Come si diagnostica l’ansia anticipatoria

L’ansia anticipatoria non presenta particolari difficoltà nella diagnosi, sia perché è normalmente sufficiente un colloquio col paziente per riconoscerne il quadro, sia perché è il paziente stesso a rendersene conto e a ricollegarlo direttamente all’attacco di panico.

Ansia anticipatoria: quando rivolgersi allo specialista e come curarla

L’ansia anticipatoria e gli attacchi di panico non sono facili da gestire perché condizionano pesantemente la propria vita privata e professionale; per chi ne soffre è importante rivolgersi al proprio medico il quale, dopo aver valutato la situazione, stabilirà la necessità di un intervento farmacologico e/o psicoterapeutico.

Più che di curare l’ansia anticipatoria sarebbe più corretto parlare di come gestirla; provare ansia di fronte all’evenienza di qualcosa di spiacevole è piuttosto naturale, il problema si pone quando quest’ansia diventa ingovernabile tanto da paralizzare la persona impedendole di continuare a svolgere le normali attività.

Adottare dei sani stili di vita, utilizzare tecniche di rilassamento derivate dalla Mindfulness ed intraprendere un percorso di Psicoterapia orientata alla gestione dell’ansia, sono tutte azioni che, nel complesso, possono permettere di convivere con l’ansia e di gestirla nel migliore dei modi.


E.M.D.R. Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari

L'EMDR, Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari, è una tecnica psicoterapeutica per il trattamento dei problemi emotivi causati da esperienze di vita disturbanti che vanno dagli eventi traumatici, come aggressioni e calamità naturali, ad eventi particolarmente disturbanti dell'infanzia.

Un'altra modalità di utilizzo dell'EMDR è in ambito sportivo o lavorativo per alleviare l'ansia da prestazione e per rafforzare e consolidare le risorse individuali.

L'EMDR è una tecnica  terapeutica complessa che integra elementi che derivano dall'approccio cognitivo-comportamentale con elementi  di derivazione psicodinamica.

Che tipo di disturbi può essere curato con l'EMDR?
 
La ricerca scientifica ha stabilito che l'EMDR è efficace nel trattamento del  disturbo post-traumatico.

E' inoltre indicato per le seguenti patologie:
 
Attacchi di panico
Disturbi d'ansia
Disturbi psico-somatici
Depressione
Ansia da prestazione
Lutto complesso
Abusi sessuali e/o fisici
 
 
 

Le emozioni ed il controllo


Esistono due sfere su cui applichiamo l’attività del controllo, una ha a che fare con ciò che ci circonda e cioè l’ambiente circostante, l’altro riguarda noi stessi e quello che possiamo dire o fare di giusto o non giusto…
Quando però il controllo arriva a limitare sempre più l’espressione di ciò che siamo e delle emozioni che sentiamo dentro di noi, allora stiamo creando i presupposti per una situazione di malessere e di disagio psicologico. In particolare possono manifestarsi episodi legati ad ansia eccessiva, ad attacchi di panico e a somatizzazioni. Poco servono gli eccessivi sforzi di controllo per tenere tutto al riparo dalle tempeste emotive, il disagio trova comunque il suo canale di espressione…
Il bisogno di controllo si può esprimere all’interno delle proprie abitudini di vita, manifestandosi con la necessità di mantenere puliti ed in ordine i propri spazi e non ammettendo che ci sia qualcosa di “fuori posto” o di imprevisto; l’imprevedibilità degli eventi è vissuta con timore ed è un elemento fortemente destabilizzante. Nei casi più complicati questo disturbo si traduce in  disturbo ossessivo compulsivo e si manifesta con gravi paure di contaminazione.
Oppure il controllo si può esprimere rispetto al proprio comportamento sottoponendosi ad una ferrea autodisciplina ed assumendo una logica razionale in contrapposizione a quella emotiva.
L’origine di questa modalità controllante è l’infanzia e diverse possono essere le vicissitudini della storia personale che possono portare ad assumere tale atteggiamento iper-controllante.
Allentare il controllo significa abbandonare l’illusione del controllo e quindi accettare la coesistenza di dimensioni (razionale ed emotiva) non opposte ma complementari.
In questo senso l’ultimo film della Pixar “Inside Out” ci  insegna a non bistrattare troppo le emozioni ma a prenderne consapevolezza per poter accedere ai nostri bisogni più profondi ed acquisire una maggiore consapevolezza della nostra complessità, fragilità ed incompletezza… Le emozioni, anche quelle negative, vengono presentate nel film come  importanti strumenti che guidano le nostre azioni e comportamenti. Ogni emozione ha la sua funzione così come Tristezza è il motore che muove la piccola protagonista del film Riley ed i suoi genitori ad un cambiamento. L’esistere della sofferenza ha uno scopo evolutivo nell’essere umano, ed è solo includendola ed integrandola che essa si scioglie come neve al sole.
Per raggiungere questo difficile equilibrio tra razionalità ed emozione e superare una posizione iper-controllante può essere utile rivolgersi ad una consulenza psicologica per poter rivedere e rielaborare il proprio stile di vita con un approccio di maggiore apertura ed inclusività.